lunedì 5 settembre 2011

5 settembre

Oggi è il momento di Permanenze Lontane, la mia prima silloge (Edizioni della Sera). Esistono qui due idee di lontananza: una lontananza temporale e una lontananza, per così dire, ontologica. La prima definisce una distanza dal passato, attraverso la ri-elaborazione del ricordo; la seconda, una distanza dell'essere attraverso il "vedere ciò che gli altri non vedono e non vedere ciò che gli altri vedono".
La parola diviene il "suono processato" della realtà, il campione da assemblare nella traccia-componimento, come accade per certa musica elettronica. La "stratificazione compositiva" propria del genere, contamina il verso, dona ritmo e complessità.
Capacità di afferrare l'inafferrabile.

1 commenti:

zoon ha detto...

complimenti, maurizio :) un abbraccio