lunedì 23 maggio 2011

Il Corpo della solitudine

A partire dai Delos Days 2011 e dalla manifestazione San Giorgio di Mantova Fantasy (in cui sarò presente anch'io) sarà disponibile il mio primo romanzo breve, Il Corpo della fame, edito da Wild Boar, ispirato al gioco di ruolo MecaWar (creato e pubblicato da Wild Boar edizioni).

Ne Il Corpo della fame ho tentato un discorso sulla solitudine attraverso la guerra. Nella condizione del soldato moderno, ipertecnologico ma pur sempre umano, non privo di emozioni. Si è trattato di una piccola sfida: raccontare una storia prendendo spunto dal background di un gdr fantascientifico. Ho cercato di esaltarne la componente drammatica, cosa a cui solitamente un autore di giochi -salvo rare eccezioni- si dedica poco.

Ho parlato dunque di solitudine, la mia, trasferendola ad alcuni personaggi del romanzo che la vivono in modo diverso ma in uno stesso contesto drammatico scaturito dalla guerra.
L’ambientazione fantascientifica de Il Corpo (e di tutta la mia fantascienza militare) diviene dunque un pretesto per parlare d’altro: la condizione personale di solitudine che ho sempre vissuto come un “dramma” viene estremizzata nel dramma di un conflitto avveniristico, dove il soldato è solo contro un nemico invincibile che si materializza nel compimento di un destino a cui non può sottrarsi. Ciò che io amo definire “statica della predestinazione”. Un tema affatto nuovo nella fantascienza militare: basti citare quello che considero il più bel racconto di genere, If the Red Slayer (‘Se il Rosso Uccisore’) di Robert Sheckley del 1954.

link: intervista rilasciata a Fantasy Planet

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