
Scrive
Bruce Sterling nella prefazione a testo
REFF RomaEuropa Fake Factory (DeriveApprodi, Roma, 2010):
"Il modo migliore per 'rendere manifeste le dinamiche del mondo contemporaneo' è vivere in un modo che non è quello del mondo contemporaneo - incarnando le trasformazioni che il tempo ha in serbo per la società. Il risultato di questo notevole sforzo sarebbero 'narrazioni dislocate, temporalmente contorte, multi-prospettiche, pervasive e ubique'. Narrazioni che non sono romanzi, o opere d'arte, o manifesti politici, ma episodi di una vita quotidiana che non esiste. La vita, ma non la vita come la conosciamo.Non la 'vita reale', ma una vita virtuale, neo-reale. Una falsa vita, una vita fake
che aspira a diventare più reale della vita che ci circonda."
E' la poesia del simulacro.
1 commenti:
Assolutamente convergente con le riflessioni di Wu Ming.
A sentire loro e Sterling pare che l'Italia, abbastanza provinciale, ma comunque tra i Paesi più industrializzati, sia il punto di vista ottimale.
Non al centro dei grandi cambiamenti, ma nemmeno del tutto fuori. Un'interzona dove l'idea di provincia e impero si fondono, dove socialismo e fascismo convivono ancora, nonostante tutto.
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